Nel bel mezzo della transizione

È vero, è tanto che non scrivo, ma piuttosto che riempire pagine con il nulla, forse è meglio farle rimanere bianche no? La verità è che ho poco da scrivere, troppo da fare o forse tutte e due, senonchè…

Un giorno ti svegli e ti accorgi di non essere nel tuo letto.
È grande, un vero e proprio lettone con tanto spazio, anche se metà o forse di più, la sta occupando qualcun altro, che puoi anche provare a non svegliare per non disturbare, ma puntualmente non riesci.
Vai in cucina a far colazione e tutto pare cambiato.
Esci di casa e invece di un giardino, c’è un ascensore.
Prendi la bici, ma non per fare un allenamento, ma per andare in stazione per prendere il treno che ti porterà al lavoro. E non una super bici, ma una biciclettina pieghevole da mettere un po’ dovunque, anche sotto la scrivania.
Il treno è diverso.
Le facce son diverse.
Tutto è cambiato da un giorno all’altro senza neanche che tu te ne accorgessi.

Un po’ come quando nel triathlon ti ritrovi catapultato in bici dopo il nuoto senza neanche accorgertene: le prime pedalate sono un po’ dure, le gambe non rispondono bene. Ma poi, con l’avanzare dei chilometri i muscoli si sciolgono, il corpo si abitua e la pedalata diventa fluida.
Ecco, se mi concedete questo paragone, sono nel bel mezzo della transizione, nelle mie prime pedalate di questo lunghissimo triathlon. Sono uscito dall’acqua, ho preso la bici e sto iniziando a pedalare.
Con fatica, ma se si vuole fare questa gara, prima o poi la bici la si deve prendere!

E poi, almeno in questo triathlon, la scia è consentita…

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Informazioni su Roberto Eguaglia

Sviluppatore a tempo pieno, blogger part-time, triatleta a tempo perso
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