Troppo tardi…

Ore 18:03, casa Quaglia.
La porta si apre ed un Quaglia trafelato e sudato dopo una giornata di duro lavoro entra in casa. Ad aspettarlo, oltre alla sua amata Arianna, anche Francesca, una di lei collega di nuotate, molto a suo agio anche in cucina. Il profumo di arrosto impregna la casa e sublima le narici.
“Gnammi, che bontà! Complimenti! A che ora è pronto?”
“Mah… Alle 19:30 più o meno…”
“Ah ok, spero di fare in tempo che esco a fare un giretto veloce veloce in bici, non dovrei fare tardi…”
“Non preoccuparti, tranquillo”

Ore 18:15, camera di casa Quaglia.
Insospettito dalle parole amichevoli, Quaglia apre un cassetto nascosto all’interno dell’armadio e ne tira fuori un grosso libro polveroso, sulla quale copertina spicca il titolo dorato “Dizionario della convivenza donna/uomo”.
Veloce sfoglia le pagine, fino a trovare la definizione che stava cercando…

Non preoccuparti, tranquillo! [periodo] “Provaci e ne subirai le conseguenze. Gravi.”

Pieno di rinnovato ottimismo e voglia di vivere (ma soprattutto sopravvivere) Quaglia si prepara ad uscire.

Ore 18:30, vialetto di casa Quaglia.
La scarpa si aggancia, il sedere sale sulla sella e la gamba inizia a mulinare: una macchina che sa cosa e come lo deve fare alla perfezione.
Tranne testa e braccia.
Una si chiede dove deve andare. Le altre due, che dovrebbero seguirla, non ricevendo istruzioni, vanno dove le porta il vento.
“Vabbè faccio 30 minuti e torno indietro, dovrei farcela”

Ore 18:50, posto imprecisato in provincia di Monza Brianza.
La strada scende, la velocità aumenta, ma anche la strada fatta. Le strade si fanno mosse, molto mosse. Saliscendi tanto odiati che spezzano il fiato a quella pippa di ciclista che è in me.
Panorami si stagliano di fronte ai miei occhi, così meravigliosi da farmi poeticamente esclamare:
“Ma dove c***o sono”

Ore 18:55, fine di una discesa imprecisata in provincia di Monza Brianza.
Qui ci vuole un supporto tecnologico. Chiedo aiuto al fido Google.

Ore 18:57, stessa fine di una discesa imprecisata in provincia di Monza Brianza.
Dopo vari convenevoli, Google mi da risultati.
Sono a “Inculandia sul Lambro”.

Ore 18:58, sempre la stessa fine di una discesa imprecisata in provincia di Monza Brianza.
La testa suggerisce di girare la bici e pedalare verso casa.
L’istinto di sopravvivenza aggiunge “Muoviti cazzo!”.

Ore 19:15, altro posto imprecisato in Monza Brianza.
L’allenamento di oggi era classificato come “sgambata spensierata”.
Si è trasformato in “cronometro per la sopravvivenza”.
In finta posizione aerodinamica spingo sui pedali più che posso. Per 1 minuto, 2 circa. Poi la fatica del non essere allenati vince.
Poi penso che sono in ritardo e a quello che subirò a casa.
E nuove energie emergono dal nulla.

Ore 19:25, 3 km circa da casa Quaglia.
Un rapido calcolo mi da ormai in ritardo. Spacciato. Destinato all’oblio.
Il cuore sussulta e suggerisce la fuga a bordo della bici. Poi si accorge della fatica che dovrebbe fare e torna zitto.

Ore 19:31, vialetto di casa Quaglia.
Bici parcheggiata.
La corsa verso l’ascensore è un mix tra “Momenti di gloria”, “Baywatch” e “Galline in fuga”. Chiamo l’ascensore che arriva con lentezza disarmante. Salgo, schiaccio e non sto fermo, come se muovermi in quella scatola infernale la facesse salire più in fretta.
E finalmente si apre. Infilo la chiave, giro la maniglia e…

"...sei in ritardo!!!"

“…sei in ritardo!!!”

Troppo tardi

Informazioni su Roberto Eguaglia

Sviluppatore a tempo pieno, blogger part-time, triatleta a tempo perso
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento!